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Il regime fondiario prima della bonifica 1935 – 1937

Girato da solo con una Kodak 16mm  (per” divertimento”, dice l’ autore, è poi diventato un documentario dell’Istituto Luce che vi ha aggiunto didascalie secondo l’enfasi allora operante, che probabilmente ne ha modificato in modo notevole la semplicità originaria. Ci sono il lavoro nei campi dell’azienda di famiglia e la costruzione della grande diga per l’irrigazione di Poggio Perotto, ma è soprattutto unn forte e affettuoso sguardo sulla Maremma di quegli anni e l’immane epopea della palude trasformata in terra coltivabile. Vi si vedono campi e greggi, le vacche maremmane dalle lunghe corna che trascinano carri nel fango dei campi, la produzione del formaggio con le mani che livellano l’impasto fumante. Sono raccontate anche le prime meccanizzazioni in agricoltura con le locomobili a vapore che tirani grandi aratri a bilancere, i lavori di irrigazione, moltitudini di uomini a scavare la terra, l’arrivo sbuffante di un treno a vapore nella stazione. Come sempre la visione di Andreis è al passo con i suoi tempi:qualcuno ci ha visto un’epica del lavoro alla Dziga Vertov, ma l’omino che cammina saltellando tra due somarisembra tanto un piccolo Chaplin maremmano.